FAQ

Che cos’è il “genio allegorico” di un biglietto?

 Il genio allegorico è la rappresentazione di un personaggio mitologico ( la dea Roma, la dea Pallade…) o di una data forma del sapere ( Giustizia, Economia, Finanza…) secondo gli stilemi classici o moderni della sua concezione culturale ed artistica.

Che cos’è il bozzetto di una banconota?

Il bozzetto è il prototipo di una nuova emissione eseguito da un artista del disegno, su un soggetto originale ( cioè di propria invenzione) o non originale ( ovvero che riprende, elaborandolo, una raffigurazione artistica già esistente) eseguito in modo artigianale a matita, a carboncino o a colori. Per le sole emissioni attuali è poi anche rielaborato con la computer grafica. 

Che cos’è l’incisione di un biglietto?

L’incisione è quel delicato processo di microscultura del legno o del metallo, eseguito mediante uno scalpello con punta in acciaio ( cosiddetto bulino) che trasforma una lastra liscia in una matrice di stampa ovvero in un manufatto ligneo, dal quale si ricavano le matrici di stampa.

Che cos’è la stampa di un biglietto?

La stampa di un biglietto è l’impressione, tendenzialmente permanente, di una data composizione grafica e artistica, su carta filigranata, ottenuta mediante un procedimento che utilizza inchiostri speciali ed in origine, un torchio con matrici metalliche, sostituito in seguito, da rulli in acciaio.

 

Che cosa sono le “firme di convalida” di un biglietto?

Le firme di un biglietto venivano dette di convalida perché assolvevano alla funzione di avallo legale dell’emissione, con conseguente cia in una matrice di stampa ovvero in un manufatto ligneo, dal quale si ricavano le matrici di stampa.assunzione di responsabilità. Nei primi biglietti di stato emessi in Italia, le firme sui biglietti di alto taglio arrivavano anche a 4 ( Il controllore della tesoreria generale, il tesoriere generale e due maestri auditori), poi si arrivò a 3  firme sui biglietti delle antiche banche ( il censore, il reggente e il cassiere) ed infine a 2 firme sui biglietti della Banca d’Italia : il Direttore Generale della Banca o il Governatore, come capo supremo dell’istituto ed il Cassiere principale in qualità di responsabile della gestione dei valori monetari. Tuttavia, si registrano casi particolari, (cui dedicheremo uno studio specifico) in cui si verificò un cambio nella intestazione delle banconote. Nel 1919 ad esempio, firmò per alcuni mesi il Vice Direttore Generale Canovai, ( cfr per esempio l’emissione del 25 lire aquila sabauda decreti 22.01.1919 e 12.05.1919) mentre a seguito della istituzione di un regime commissariale delle zone liberate, durante il secondo conflitto mondiale, alcune banconote ( cfr per esempio il mille lire Barbetti -luogotenenza- decreto 07.10.1944 e 31.11.1944) recano la firma del Commissario Introna. 

Che cosa sono i decreti di emissione di una banconota?

La facoltà di emissione concessa alla Banca d’Italia ha la sua base in un atto di natura legislativa: infatti tutte le banconote emesse dalla Banca d’Italia fino alle emissioni degli anni sessanta recavano nel retro sul lato destro in verticale la seguente citazione legislativa “art 2 legge 10 agosto 1893 n.449”; ed anche in seguito si è adottata questa procedura in caso di emissione di nuovi valori ( cfr la lagge n.359 del 29 maggio del 1967 etc).Dal punto di vista tecnico-legale ogni legge di autorizzazione era varata dal Governo ( legge ad iniziativa governativa) ed indirizzata al Ministero del Tesoro il quale, a sua volta, promulgava i decreti di emissione che avrebbero autorizzato l’istituto di emissione (Banca d’Italia) ad emettere i biglietti.I decreti necessari per l’emissione di una banconota erano due:

1) Il decreto delle caratteristiche : descrive le dimensioni del biglietto, l’immagine riprodotta, la filigrana, le tonalità cromatiche della carta ed il procedimento di stampa adottato per la produzione

2)    Il decreto di creazione :  autorizza alla fabbricazione dei biglietti, stabilendo la data di emissione della banconota ed il connesso quantitativo di pezzi da stampare. A partire dalla tipologia del lire mille “Marco Polo” del 1982, il decreto di emissione non compare più sulle banconote della Banca d’Italia, essendo sostituito dalla seconda lettera alfabetica del codice alfanumerico che esprime il numero di serie.

 

Che cos’è un biglietto consorziale?

Il biglietto consorziale è una biglietto a corso forzoso, emesso da un consorzio di banche di emissione ( istituito in base alla legge 30 aprile 1874) ed avente tutte le caratteristiche del biglietto di banca; I sei istituti di emissione, i quali parteciparono all’operazione in base ai rispettivi patrimoni, in cambio della autorizzazione ad emettere tali biglietti, dovettero anticipare allo Stato, la somma necessaria per il fabbisogno di bilancio ed inizialmente stimata in un miliardo di lire (termine che per la prima volta fu usato nella finanza italiana!!). Il consorzio cessò di esistere nel 1881 ed il debito rimanente ( pari a 340 milioni di lire) passò a debito dello stato, che si impegnò mediante l’emissione dei cosiddetti “biglietti già consorziali” i quali, pertanto costituiscono dei veri e propri biglietti di stato.

 

 

Qual è stata la prima banconota emessa in Italia?

La prima banconota che ha circolato in Italia, in qualità di biglietto al portatore, a taglio fisso e rimborsabile a vista, è stata  quella emessa dalla Cassa di Sconto di Firenze il 28 febbraio 1817, su autorizzazione di Ferdinando III d’Asburgo Lorena. Si trattava nella specie, di biglietti provvisori emessi nei tagli da lire 100, 200, 300, 500 e 1000 lire.

 

 

Quali sono stati i primi biglietti di stato ed essere emessi in Italia?

 I primi biglietti di stato ad essere emessi in Italia sono stati, i biglietti delle Regie Finanze del Regno di Sardegna, sotto il regno di Carlo Emanuele III. La prima emissione in assoluto è stata quella del primo gennaio 1746 e si componeva dei biglietti da lire cento, duecento, cinquecento, mille e tremila.

 

Che cos’è la tiratura di un biglietto?

La tiratura di un biglietto è la quantità di biglietti prevista per ciascuna serie, espressa in progressivo, sia con riferimento ai biglietti di stato che alle banconote della Banca d’Italia ed è compresa in un intervallo che va da un minimo di 10.000 pezzi ad un massimo di 1.000.000 di pezzi

 

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